Meningite, vaccinati 150.000 giovani dai medici di base

Meningite, vaccinati 150.000 giovani dai medici di base

Per questo sforzo, la Regione pagherà ai medici di famiglia un compenso di 6 euro a paziente, lo stesso che riconosce per la vaccinazione influenzale, come stabiliscono gli accordi nazionali

Accordo con la Regione per velocizzare la “copertura” dei soggetti a rischio Per i pazienti la prestazione sarà gratuita fino a 45 anni, oltre questa età si paga


VACCINAZIONI

 

ARTICOLO E FONTE

http://iltirreno.gelocal.it/regione/2015/05/07/news/meningite-i-medici-di-base-vaccinano-150-000-giovani-1.11377259


 

FIRENZE. La Regione ha fatto un ragionamento. Deve “proteggere” al più presto la popolazione più a rischio di contagio da meningite. Soprattutto 150mila ragazzi fra i 15 e i 21 anni da compiere. La soluzione è a portata di mano: l’accordo con 3300 medici di famiglia che già li hanno in carico. E così il patto viene stretto. Ogni professionista, in media, avrà una cinquantina di pazienti da vaccinare e, al massimo in un paio di mesi, avrà esaurito il compito. E evitando che vadano in tilt i distretti sanitari.

Per questo sforzo, la Regione pagherà ai medici di famiglia un compenso di 6 euro a paziente, lo stesso che riconosce per la vaccinazione influenzale, come stabiliscono gli accordi nazionali. Ma per contrastare l’emergenza meningite, i medici di base sarebbero stati pronti anche a svolgere la prestazione gratuitamente.

Di sicuro, la vaccinazione non costerà nulla ai pazienti, a patto che rientrino nella fascia a rischio: quella fra gli 11 e i 45 anni. A elaborare il piano, il direttore del dipartimento della Sanità della Regione, che, con l’assessore alla Salute, Luigi Marroni, si era fatto promotore di un accordo analogo con i pediatri.

  • «L’esigenza dalla quale siamo partiti – spiega Giovannini – è quella di contrastare la crisi della vaccinazione che il mondo occidentale sta attraversando. Il modo migliore, a nostro avviso, è di affidarne la promozione a figure che ispirino autorevolezza e fiducia nelle famiglie: i medici di base, appunto. O i pediatri, per i bambini e i ragazzini fino a 14 anni».

Infatti un accordo con la REGIONE TOSCANA è stato siglato prima DELL’EMERGENZA MENINGOCOCCO (fonte alla fine dell’articolo)

Quando si è presentata l’esigenza di coprire al più presto la fascia della popolazione più esposta al rischio di contagio, è stato naturale pensare di estendere l’accordo anche ai medici di base. Soprattutto nelle Asl più colpite dalla meningite: Empoli (dove l’esperimento è già avviato), Arezzo, Firenze – dove inizia oggi – Pistoia, Prato, Pisa. «Per rendere più efficace questa operazione – precisa Giovannini – l’idea è di lasciare alle Asl e ai distretti sanitari la vaccinazione delle persone da 21 a 45 anni (gratuita). Vorremmo, invece, che pediatri e medici di famiglia si concentrassero sulla vaccinazione e ri-vaccinazione dei ragazzi da 11 a 20 anni (fino al compimento del 21° anno)».

Da 11 a 14 anni i ragazzi vengono ancora seguiti dai pediatri, da 15 in avanti, invece, sono di competenza dei medici di base «con i quali potranno iniziare a instaurare un rapporto di fiducia proprio da questa vaccinazione. Questa sarà l’occasione per capire che per tutta la vita avranno un medico della sanità pubblica a loro disposizione». E sarà anche l’occasione – conclude Giovannini – «per capire che è possibile organizzare un piano di vaccinazione di massa sostenibile, che non sfocia in una catastrofe organizzativa».

  • Questo anche per la disponibilità dei medici di base: Fimmg, Intesa sindacale, Smi, Snami sono le sigle sindacali pronte a sottoscrivere l’accordo che la giunta regionale ha appena adottato con una delibera di giunta. «Non credo – conferma Vittorio Boscherini, responsabile regionale di Fimmg, la Federazione dei medici di medicina generale – che ci saranno professionisti non disponibili a effettuare la vaccinazione.

In questa prima fase, però, l’attenzione sarà concentrata soprattutto sui giovani fino a 21 anni, considerati il serbatoio del contagio. Proteggendo loro, riusciremo a eradicare l’infezione che è il nostro primo obiettivo. Ovviamente, su richiesta vaccineremo anche pazienti da 21 a 45 anni, per i quali il vaccino è gratuito.

Oltre quell’età, invece, il vaccino deve essere acquistato in farmacia».


ALLEGATI

Sanità: nasce Nusa, progetto Fimmg e Federsanità Anci su cure primarie

Semplificare le attività, velocizzare i processi e allineare i comportamenti. Sono gli obiettivi della Fondazione Nusa (Nuvola per la sanità) costituita oggi da Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale) e Federsanità Anci (Associazione nazionale Comuni italiani) per concretizzare la volontà comune di collaborare nell’ambito della creazione di infrastrutture info-telematiche per la gestione delle cronicità nelle cure primarie e nella sanità pubblica.

“La Fondazione – spiega Giacomo Milillo, segretario generale della Fimmg – ha come scopo quello di contribuire a migliorare la qualità e l’efficacia dell’intervento sociosanitario, con particolare riferimento a tutte le patologie e condizioni di cronicità e fragilità, a fronte di una contestuale razionalizzazione dei relativi costi, perseguendo esclusivamente finalità di solidarietà sociale. Nusa intende operare nei seguenti settori: assistenza sociale e socio sanitaria, assistenza sanitaria, istruzione, formazione, ricerca scientifica di particolare interesse sociale”.

“In particolare – si legge in una nota – si vuole realizzare la più grande rete sanitaria nazionale, mediante la condivisione dei dati inerenti alla realtà della sanità ospedaliera e di distretto con quella della medicina di base, al fine di attuare un sistema avanzato di integrazione socio-sanitaria a livello istituzionale, gestionale e professionale, in grado di migliorare l’efficienza del sistema assicurando una migliore risposta al bisogno assistenziale e una maggiore sostenibilità dei relativi costi, con vantaggio sia per gli utenti del servizio che per i soggetti coinvolti a vario titolo nella sua erogazione”.

“La decisione della Fimmg di condividere i dati relativi alle cronicità con le aziende sanitarie – sottolinea il presidente di Federsanità Anci, Angelo Lino Del Favero – rappresenta un vero e proprio salto di qualità, ovviamente nel rispetto della tutela del dato e delle norme sulla privacy”.

“Sono certo – aggiunge – che questa iniziativa potrà dare un contributo rilevante al governo delle patologie croniche e, in particolare, per la non autosufficienza con il fine specifico di incrementare efficacia ed efficienza delle aziende, aumentando il tasso di innovazione digitale nei processi di organizzazione interna e di erogazione dei servizi ai cittadini. La sinergia con Fimmg – conclude Del Favero – è la strada giusta per il miglioramento dei processi di integrazione, condivisione e sviluppo delle conoscenze che sono sinonimi di qualità dei servizi erogati e riduzione di sprechi e inefficienze”.

 

Fonte

http://www.oggitreviso.it/sanit%C3%A0-nasce-nusa-progetto-fimmg-federsanit%C3%A0-anci-su-cure-primarie-86971


 

Anche noi concordiamo con il Responsabile regionale di Fimmg,Vittorio Boscherini,il quale dichiara:

 “Non credo che ci saranno professionisti non disponibili a effettuare la vaccinazione”

E’ lecito in questo caso parlare di “CONFLITTI D’INTERESSE”?

PREMI DI OBIETTIVO AI PEDIATRI TOSCANI

CLICCA DI SEGUITO PER SCARICARE LA DOCUMENTAZIONE

E’ stato siglato il 9 aprile, ed è già in vigore, l’accordo tra le regione Toscana ed i pediatri di famiglia per migliorare la pratica vaccinale. L’assessore al diritto alla salute Marroni ha affermato “ Obiettivo di questo accordo è migliorare e ampliare i servizi assistenziali rivolti alla popolazione pediatrica, favorendo l’adesione da parte delle famiglie ai programmi vaccinali promossi dalla Regione, con l’implementazione del compito dell’esecuzione dell’atto vaccinale da parte del pediatra di famiglia nello studio dove di norma esercita la sua attività”.

La promozione delle vaccinazioni si articolerà in un lungo percorso che prevede interventi già prima della nascita, nei corsi di preparazione al parto, al momento del primo Bilancio di salute, e che prosegue con l’esecuzione dell’atto vaccinale avendo cura di seguire le indicazioni e la tempistica prevista dal calendario vaccinale regionale. Sono numerose le incombenze che i 430 pediatri dovranno espletare. Ma ne varrà la pena. L’accordo riconosce un compenso di 15 euro per ogni atto vaccinale e stabilisce “premi di obiettivo”interessanti:

– 1000 euro per copertura vaccinale tra i propri assistiti > del 95% per terza dose di esavalente

– 1000 euro per copertura vaccinale tra i propri assistiti > del 95% per morbillo

– 1000 euro per copertura vaccinale tra i propri assistiti femmine > dell’ 80% per papillomavirus.

I relativi premi di obiettivo sono dimezzati per il raggiungimento di coperture tra 92 e 95% per terza dose di esavalente e morbillo, e di coperture tra 71 e 80% di papillomavirus.

 

E’ disponibile il PDF da scaricare di seguito

ALLEGATI