L’Antitrust indaga sul rincaro dei farmaci antitumorali

L’Antitrust indaga sul rincaro dei farmaci antitumorali di Aspen

Immagine L'Antitrust indaga sul rincaro dei farmaci antitumorali di Aspen

L’Antitrust vuole vederci chiaro sul rincaro dei farmaci antitumorali della Aspen, in particolare su Alkeran, Leukeran, Purinethol e Tioguanina, che nel corso del 2014 avrebbero registrato aumenti di prezzi dal 250% fino al 1. 500%.

L’Authority ha avviato un’istruttoria nei confronti delle società Aspen Pharma Trading Limited e Aspen Italia S.r.l., appartenenti al gruppo sudafricano Aspen, per verificare l’ipotesi di un “abuso di posizione dominante” nel mercato dei farmaci antitumorali compresi nella fascia A e quindi a carico del Servizio sanitario nazionale, dando all’azienda 60 giorni di tempo per chiedere un’audizione ed esercitare il diritto di essere sentita dall’Autorità presieduta da Giovanni Pitruzzella.

L’istruttoria si chiuderà entro il 31 marzo 2015. Aspen, secondo quanto ipotizzato nel provvedimento di avvio, “avrebbe obbligato l’Aifa (Agenzia italiana del farmaco) ad accettare elevatissimi incrementi di prezzo, determinando un aumento della spesa a danno del Ssn”.

 

  • http://economia.ilmessaggero.it/flashnews/l-amp-039-antitrust-indaga-sul-rincaro-dei-farmaci-antitumorali-di-aspen/1035336.shtml

Rincari e mercato parallelo: chispecula sui farmaci antitumorali

Dopo essere spariti per lungo tempo, i tre farmaci salvavita sono magicamentericomparsi sugli scaffali. Con una novità. Il loro prezzo è vertiginosamente aumentato.

Andare in farmacia e non trovare il proprio medicinale non è unagran bella notizia per un malato che è affetto di leucemia o dimieloma. Eppure è ciò che è successo per molti mesi in Italia. Chi chiedevadell’Alkeran, del Leukeran e del Purinethol, medicinali catalogati comesalvavita per diverse tipologie di malattie oncologiche, riceveva dal farmacistalo stesso tipo di risposta: “non disponibile”. Bastava però varcare il confineper scoprire che di scatole degli stessi farmaci se ne trovavano inabbondanza.

La carenza di farmaci, che come ci spiega Federfarma è un fenomeno che negli ultimi anni sta affliggendo le farmacie italiane,quasi sempre è legata all’esportazione parallela: dal momento che in Italia il prezzo di alcuni farmaci è più basso che all’estero, e dal momento che i farmaci vengono considerati come qualsiasi altro bene di consumo,legalmente, molti grossisti scelgono di piazzarli sul libero mercato dell’Unione Europea, scegliendo di marginare di più.

A lungo la responsabilità della carenza di Alkeran, Leukeran e Purinethol è stata fatta ricadere sulla multinazionale che li produce, ovvero la Aspen, satellite della potente multinazionale Glaxo Smith, ma secondo quanto ci riferisce il responsabile commerciale della società concessionaria in Italia della Aspen: «Non è vero che era la ditta a non consegnare, perché dati alla mano, da quando hanno alzato il prezzo dei tre farmaci antitumorali, riceviamo circa il 30% in meno delle richieste. Cioè, i grossisti ci chiedono molti meno farmaci di quanti non ce ne chiedessero durante il periodo della carenza».

Tuttavia, è difficile non notare che la carenza dei tre farmaci salvavita, come segnalano medici e farmacisti, è coincisa esattamente con la fase di rinegoziazione tra la Aspen e l’Agenzia per il farmaco. E soprattutto, è difficile non notare, come ha fatto il primario dell’Ematologia del San Camillo di Roma, Ignazio Majolino, che «questi 3 farmaci sono le stesse molecole da più 50 anni. Quindi sono molecole che hanno già ammortizzato i costi più costosi delle fasi di ricerca, di trials, ecc.. Una decuplicazione del prezzo di una molecola base non è una cosa semplice da spiegare».

E se anche l’Aspen ammette che nulla è cambiato nella composizione e nell’indicazione terapeutica dei farmaci, per la Lorenzin non c’è niente di strano. In Parlamento, ha infatti spiegato che abbiamo: “Abbiamo allineato il costo del faramaco a quello più basso dell’Unione Europea”.

ISTRUTTORIA DELL’ANTITRUST SUL RINCARO DEI FARMACI ANTITUMORALI DI ASPEN.

L’Autorità Antitrust ha deciso di avviare un’istruttoria nei confronti delle società Aspen Pharma Trading Limited e Aspen Italia S.r.l., appartenenti al gruppo sudafricano Aspen, per verificare l’ipotesi di un  “abuso di posizione dominante” nel mercato dei farmaci antitumorali compresi nella fascia A e quindi a carico del Servizio sanitario nazionale. Si tratta in particolare di quattro prodotti: Alkeran, Leukeran, Purinethol e Tioguanina.

Aspen, secondo quanto ipotizzato nel provvedimento di avvio, “avrebbe obbligato l’Aifa (Agenzia italiana del farmaco) ad accettare elevatissimi incrementi di prezzo, determinando un aumento della spesa a danno del Ssn”. Dalla notifica del provvedimento, le imprese avranno 60 giorni di tempo per chiedere un’audizione ed esercitare il diritto di essere sentita dall’Autorità presieduta da Giovanni Pitruzzella. L’istruttoria si chiuderà entro il 31 dicembre 2015.

L’indagine è partita da un forte rincaro – dal 250% fino al 1.500% – applicato a questi farmaci nel corso del 2014. La notizia era stata diffusa anche dall’associazione “Altroconsumo” nell’ambito di un’inchiesta giornalistica sulla cosiddetta “sparizione dei farmaci”. A partire dall’aprile 2013, in base alla ricostruzione dell’Antitrust che s’è avvalsa delle ispezioni della Guardia di Finanza, l’Aspen ha manifestato all’Aifa “la necessità con urgenza di allineare il prezzo di vendita in Italia a quello significativamente maggiore in vigore nei principali Paesi di area Ue”. In questo modo, sarebbe riuscita ad “alterare la struttura concorrenziale dei mercati rilevanti, al fine di ottenere extra-profitti”.

Elemento costitutivo dell’abuso contestato sarebbe stata la minaccia di Aspen, nei confronti di Aifa, di ritiro dell’autorizzazione al commercio dei farmaci qualora non si fosse raggiunto un accordo sui nuovi prezzi.

Trattandosi di medicinali con indicazioni terapeutiche di carattere “essenziale”, di cui la stessa casa produttrice riconosce la “unicità” nel trattamento di alcune specifiche patologie, la strategia di Aspen sarebbe stata finalizzata – oltre a ottenere extra-profitti sul mercato nazionale – anche “a limitare il fenomeno del commercio parallelo da parte dei distributori locali”. Ora l’istruttoria dell’Agcm tende a verificare se il diritto di richiedere una revisione del prezzo o della classe di rimborsabilità dei propri farmacia sia “stato esercitato in maniera strumentale, non coerente con il fine per il quale l’ordinamento lo riconosce”, attraverso eventuali “pressioni indebite” e un abuso della propria posizione dominante.

 

http://www.agcm.it/stampa/news/7315-istruttoria-dellantitrust-sul-rincaro-dei-farmaci-antitumorali-di-aspen.html


  • L’Autorità Antitrust ha deciso di avviare un’istruttoria nei confronti delle societàAspen Pharma Trading Limited e Aspen Italia S.r.l., appartenenti al gruppo sudafricano Aspen, per verificare l’ipotesi di un  “abuso di posizione dominante”nel mercato dei farmaci antitumorali compresi nella fascia A e quindi a carico del Servizio sanitario nazionale.

    Si tratta in particolare di quattro prodotti: Alkeran, Leukeran, Purinethol e Tioguanina. Aspen, secondo quanto ipotizzato nel provvedimento di avvio, “avrebbe obbligato l’Aifa (Agenzia italiana del farmaco) ad accettare elevatissimi incrementi di prezzo, determinandoun aumento della spesa a danno del Ssn”.

    Dalla notifica del provvedimento, le imprese avranno 60 giorni di tempo per chiedere un’audizione ed esercitare il diritto di essere sentita dall’Autorità presieduta da Giovanni Pitruzzella. L’istruttoria si chiuderà entro il 31 marzo 2015.

    http://www.adiconsumverona.it/agcm-istruttoria-dell%E2%80%99antitrust-sul-rincaro-dei-farmaci-antitumorali-di-aspen/