Decreti “ammazza Italia” tra Diritti e Principi violati

    Perché questo protocollo sanitario obbligatorio è un atto meramente politico?

    Le misure poste in atto dal Governo Italiano fanno sorgere dubbi leciti ai cittadini che hanno visto violati molti dei loro diritti costituzionali.

    Le stesse Istituzioni determinano tramite decreti legge in contrasto con le Norme Comunitarie -oltre a quelle interne- una violazione senza precedenti del principio di precauzione sancito nello stesso TFUE.

    Il principio di precauzione è citato nell’articolo 191 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea . Il suo scopo è garantire un alto livello di protezione dell’ambiente e della Salute Umana grazie a delle prese di posizione preventive in caso di rischio. La giurisprudenza ci insegna che questo principio si è esteso in altri ambiti e che pertanto va invocato nei casi di sua violazione. Nella pratica infatti,  il campo di applicazione del principio è molto più vasto e si estende anche alla politica dei consumatori, alla legislazione europea sugli alimenti, alla salute animale e vegetale.

    Il ricorso al principio di precauzione

    Secondo la Commissione europea, il principio di precauzione può essere invocato quando un fenomeno, un prodotto o un processo può avere effetti potenzialmente pericolosi, individuati tramite una valutazione scientifica e obiettiva, se questa valutazione non consente di determinare il rischio con sufficiente certezza.

    Il ricorso al principio si iscrive pertanto nel quadro generale dell’analisi del rischio (che comprende, oltre la valutazione del rischio, la gestione e la comunicazione del rischio) e più particolarmente nel quadro della gestione del rischio che corrisponde alla fase di presa di decisione. Il ricorso ad esso è pertanto giustificato solo quando riunisce tre condizioni, ossia:

    • l’identificazione degli effetti potenzialmente negativi;
    • la valutazione dei dati scientifici disponibili;
    • l’ampiezza dell’incertezza scientifica.

    Violazione del Consenso Informato e del Codice di Norimberga

    1. Il consenso volontario del soggetto umano è assolutamente essenziale.

    Ciò significa che la persona in questione deve avere capacità legale di dare il consenso, deve essere in grado di esercitare un libero potere di scelta senza l’intervento di alcun elemento coercitivo, inganno, costrizione, falsità o altre forme di imposizione o violenza; deve avere sufficiente conoscenza e comprensione degli elementi della situazione in cui è coinvolto, tali da mettere in posizione di prendere una decisione consapevole e illuminata. Quest’ultima condizione richiede che prima di accettare una decisione affermativa da parte del soggetto dell’esperimento lo si debba portare a conoscenza della natura, della durata e dello scopo dell’esperimento stesso; del metodo e dei mezzi con i quali sarà condotto; di tutte le complicazioni e rischi che si possono aspettare e degli effetti sulla salute o la persona che gli possono derivare dal sottoporsi all’esperimento. Il dovere e la responsabilità di constatare la validità del consenso pesano su chiunque inizia, dirige o è implicato nell’esperimento. È un dovere e una responsabilità che non possono essere impunemente delegati ad altri. La necessità del consenso informato s’è estesa progressivamente dalle sperimentazioni cliniche alla pratica medica ordinaria.

    • 5.Le sperimentazioni cliniche devono essere valide dal punto di vista scientifico, descritte in un protocollo chiaro e dettagliato e guidate dai principi etici in tutti i loro aspetti
    • 7. La sperimentazione deve essere condotta in conformità al protocollo che abbia preventivamente ricevuto il parere favorevole di un comitato etico indipendente e che definisca, tra l’altro, i criteri di inclusione ed esclusione dei soggetti della sperimentazione clinica, il monitoraggio e gli aspetti concernenti la pubblicazione dei dati. Lo sperimentatore e il promotore tengono conto di tutte le indicazioni relative all’avvio e alla realizzazione della sperimentazione clinica espresse dal Comitato etico e dall’Autorità competente
    • 9. Devono essere attuati sistemi con procedure prefissate e da osservare per garantire la qualità di ogni singolo aspetto della sperimentazione.
    • 10. Durante lo svolgimento dell’esperimento, lo scienziato responsabile deve essere preparato a terminare l’esperimento in qualsiasi momento, se ha una probabile causa per credere, nell’esercizio della buona fede, un’abilità superiore e un giudizio accurato richiesto da lui che una continuazione del è probabile che l’esperimento causi lesioni, disabilità o morte al soggetto sperimentale.

    Ricordiamo che ..

    La sperimentazione clinica su esseri umani, in quanto modalità ancora insostituibile per l’avanzamento delle conoscenze e il miglioramento della pratica terapeutica, ha la sua legittimazione in importanti valori tutelati dalla Costituzione, quali la promozione della ricerca scientifica (artt. 9 e 33) e la tutela della salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività (art. 32, 1° comma). Ma l’attuazione di una sperimentazione clinica ha come condizione necessaria di liceità il previo consenso specifico, libero ed informato della persona che vi partecipa. E ciò in conformità ad altri importanti valori di rango costituzionale, quali l’inviolabilità della libertà personale (art. 13) e l’incoercibilità di qualsiasi trattamento sanitario se non per disposizione di legge (art. 32, 2° comma). Il consenso informato “si configura quale vero e proprio diritto della persona”, “sintesi di due diritti fondamentali della persona: quello all’autodeterminazione e quello alla salute” (Corte cost. 438/2008). Infine, per la Costituzione italiana, la Convenzione per la Protezione dei Diritti dell’Uomo (Convenzione di Oviedo)e la Costituzione Europea, la persona deve poter dare liberamente o rifiutare il suo consenso ad ogni intervento sulla propria persona. Questa regola fa risaltare l’autonomia del paziente nel suo rapporto con i professionisti sanitari e porta a diminuire quegli approcci che ignorerebbero la volontà del paziente. Dunque “si ritiene tramontata la stagione del “paternalismo medico” in cui il sanitario si sentiva, in virtù del mandato da esplicare nell’esercizio della professione, legittimato ad ignorare le scelte e le inclinazioni del paziente, ed a trasgredirle quando fossero in contrasto con l’indicazione clinica in senso stretto”. (Comitato Nazionale di Bioetica ‘92)

    Violazione della Convenzione di Oviedo

    “Un trattamento sanitario può essere praticato solo se la persona interessata abbia prestato il proprio consenso libero ed informato”. (Art. 5 Convenzione di Oviedo: la Convenzione di Oviedo è stata ratificata in Italia con la Legge n. 145/2001, che dà “piena ed intera esecuzione alla Convenzione” ).

    Violazione della Dichiarazione di Helsinki e del Rapporto Belmont  (di seguito, qualche informazione storica ).

    Gli Ethical Principles and Guidelines for the Protections of Human Subjects of Research sono noti comeil Belmonl Report. Esso è il primo documento sulla bioetica della sperimentazione umana edito negli Stati Uniti. Nel luglio 1974 The National Research Acl (il Codice nazionale della ricerca) è stato convertito in legge (Public l.J:rw 93-348), creando la National Commission for the Protection of Human Subjects of Biomedical and Behavioral Research (Commissione Nazionale per la Protezione dei Soggetti Umani della Ricerca Biomedica e Comportamentale) con il compito di ottemperare ai seguenti incarichi:

    • identificare i principi etici fondamentali che devono essere alla base della conduzione della ricerca biomedica comportamentale coinvolgente i soggetti umani
    • sviluppare delle Linee guida che servissero a migliorare i Regolamenti per la protezione dei soggetti umani e assicurare che tali ricerche siano condotte in accordo con questi principi etici.

    Al contrario della maggior parte degli altri rapporti detta Commissione, il Rapporto Belmont non porta raccomandazioni specifiche per le azioni amministrative da parte del Secretary of Health, Educalion and Welfare (Ministro del Dipartimento della Salute, Educazione e Benessere) e altre a quell che abbiamo citato, è bene ricordare che sono stati editi altri Codici ;  il più conosciuto è quello della American Psychological Association pubblicato nel1973. Altre linee guida importanti edite da organizzazioni internazionali sono le seguenti:  International Ethical Guidelines far Biomedical Research involving Human Subjects a cura del Council Jor Intemational Organizalions of Medical Sciences (CIOMS) in collaborazione con la World Health Organizalion (WHO); WHO Good Clinical Practice Guidelines; International Conjerence on Harmonization (ICH) Good Clinical Praclice.

    I documenti legislativi?

    In molti paesi del mondo la sperimentazione sull’uomo si è avvalsa per lungo tempo dei consigli stilati in apposite linee guida. Gli Stati Uniti sono stati i primi che hanno stilato delle Linee Guida nel 1971 (codificate, nel 1974, nel Federal Register, Gazzetta Ufficiale U.S.A.) edite dal U.S. Department of Health, Education and Welfare (DHEW) [Dipartimento della Salute, Educazione e Benessere]. Altre linee guida importanti sono le seguenti: Nordic Guidelines edite dai Paesi del Nordic Council of Europe (Svezia, Norvegia, Finlandia, Danimarca, Islanda); Japanese Good Clinical Practice Guidelines, per il Giappone; Canadian Good Clinical Practice, per il Canada e non finisce qui.

    Invitiamo tutti ad informarsi in merito poiché le norme violate in materia Sanitaria, di Privacy, principi intoccabili della nostra Costituzione calpestati illegittimamente, articoli e Norme Comunitarie e gli stessi trattati come il TFUE  bypassati, sono frutto di una situazione politica che ha tirato in ballo una parte medica lasciando l’altra parte in balia di soprusi e minacce relative alla radiazione qualora fossero Essi, persone di vera scienza, che rispettano i propri pazienti e in maniera obiettiva formulano diagnosi appropriate senza alcun dicktat che li porti e che li spinga ad essere ciò che in realtà non sono.

    Inutile quindi dire che ci troviamo dinnanzi ad una Politicizzazione Sanitaria che ha origini ben lontane dai giorni nostri.

    E’ arrivato il momento di tutelare la nostra situazione e per farlo occorre denunciare l’abuso illegittimo di potere che si protrae a danno di tutti.

    Ai Medici e Operatori rivolgiamo l’appello di denunciare lo stesso Ordine in quanto sta chiaramente violando il Principio di Ippocrate ; l’eticità e la deontologia che rendono un Medico tale perché “Uomo di Scienza che agisce con scienza e coscienza”;

    Ai Legali quello di Unirsi e rivolgersi al Garante della Privacy in quanto l’esibizione di un dato sanitario sensibile è assolutamente in contrasto con tutte le Norme Comunitarie;

    Ai Magistrati, di volgere lo sguardo a ciò che sta accadendo a molti cittadini e di ricordare che il Potere Giurisdizionale deve essere presente e in collaborazione con gli altri due poteri onde evitare il contrasto con la ripartizione equilibrata ed equa dei medesimi che fanno parte del nostro Stato, Ordinamento, della nostra Repubblica.

    Ai Giornalisti ribadiamo l’importanza della Comunicazione e del suo potere. Un comunicatore è un servitore della notizia,; esso non può modificarla, inventarla, manipolarla e utilizzarla a piacimento. Deve ricordarsi di quanto la comunicazione sia importante in una comunità sana quando è giusta, super partes e obiettiva.

    Alle Forze dell’Ordine ricordiamo l’importanza di esere impiegate dove ve ne sia davvero bisogno, per la  salvaguardia e tutela dei cittadini e di non essere meri esecutori di una forza politica. Avete giurato fedeltà alla Repubblica, al popolo , alla Costituzione e di rispettarne le sue Leggi.

    Ai Cittadini , un messaggio di speranza, di resistenza. Siate consci che questi decreti Legge hanno violato la vostra Identità prima ancora di tutto. Siate coraggiosi e cercate di non non cadere nella trappola di ghettizzazione delle masse.

    Che tu sia sia provax, novax, freevax, non importa. L’unica cosa che ci accomuna è una libertà violata e ciò che ne resta, è stato pagato a caro prezzo.

    Tomaselli Elisabetta

    Rif. https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=LEGISSUM%3Al32042