Bimbo nato morto, 4 medici indagati

    Bimbo nato morto, 4 medici indagati: «Non hanno letto tutte le analisi»

    ottobre 2013

    Una immagine esterna dell’ospedale Galliera

    Una immagine esterna dell’ospedale Galliera


    Genova –  I medici scambiarono una patologia epatica, per una colica renale. Ma, sottolineano i periti, ciò che è più grave è che la donna è stata dimessa, nonostante avesse già subito «esami che dimostravano quei danni»:

    la diagnosi fu sbagliata per un problema comunicativo.

    In altre parole, nessuno guardò i risultati. Questa lunga catena di errori, dice oggi la Procura, ha portato alla morte prima del parto di un nascituro, nato morto alla trentasettesima settimana di gravidanza.

    Per questo il sostituto procuratore Stefano Puppo ha iscritto sul registro degli indagati quattro medici del Galliera: Franco CamandonaClaudio Brizzi(entrambi ginecologi), Paolo Pasquini e Fabio Campodonico (urologi) (tutti difesi dal legale Ersilio Gavino).

    L’accusa nei loro confronti è di aborto e lesioni colpose.

    «È evidente – scrive nella sua relazione il consulente del pubblico ministero Luca Tajana – che una consapevolezza di tali indici di funzionalità epatiche avrebbe dovuto suggerire esami in tal senso».

    I fatti risalgono allo scorso 4 ottobre. Maria Rosaria O. (assistita dall’avvocato Paolo Lavagnino e dal medico legale Marco Salvi), di origine boliviana, si presenta al pronto soccorso insieme al compagno.

    Sta per partorire, ha oltrepassato la metà dell’ottavo mese di gravidanza. Lamenta dolori fortissimi, è preoccupata. Si presenta al pronto soccorso del Galliera dove è sottoposta ad alcuni esami che ne rilevano valori epatici ampiamente fuori norma, che avrebbero dovuto essere approfonditi. Invece viene rimandata a casa.

    Nei giorni successivi i dolori non si placano, e si aggiungono vomito e nausea.

    Ritorna a farsi visitare il 7 ottobre, ma qui viene rassicurata, le viene detto che ha una colica renale, senza però esami specifici che confermino o smentiscano questa ipotesi:

    «Il quadro fu interpretato di origine renale senza considerare che alcuni esami già eseguiti dimostravano danni epatici. Ancora una volta tuttavia non risultano cenni ad approfondimenti specialistici».

     

    FONTE DELL’ARTICOLO DI SEGUITO RIPORTATA

     

    http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2014/06/16/ARK37im-indagati_medici_analisi.shtml