Accuse di falso materiale, falso ideologico e truffa per un pediatra riminese

Articolo riportato dal resto del Carlino

Faceva visitare i bimbi dal fratello. Pediatra dell’Ausl a processo

Rimini, 18 dicembre 2015 – Pediatra convenzionato con l’Ausl si faceva sostituire dal fratello, che pediatra non era, nelle visite. Entrambi sono ora alla sbarra con le accuse di falso materiale, falso ideologico e truffa. Una vicenda venuta alla luce dopo un caso di tubercolosi in un bimbo che rimandato a scuola contagiò oltre 20 persone.

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I fatti risalgono al 2008, quando, a settembre, unafamiglia di stranieri porta il piccolo dal pediatra di base per farlo visitare. Due mesi dopo, il bambino viene ricoverato in ospedale, dove gli viene diagnosticata la tubercolosi polmonare.

L’Ausl va a fondo e accerta che nel frattempo anche una serie di persone è stata contagiata, in tutto 24 tra compagni e operatotori scolastici.

Il piccolo risulta in cura dal pediatra in questione, e a quel punto l’azienda lo convoca per conoscere la dinamica dei fatti. Il medico spiega di avere visitato il bimbo una prima volta e di avere prescritto delle radiografie, ma poi non ne aveva più saputo niente, la famiglia non si era più fatta viva e lui non aveva avuto modo di accertare quale fosse realmente la situazione.

Ma le verifiche dell’Ausl non si fermano lì, e quando vanno a vedere le ricette successive che sono state fatte al piccolo, scoprono che sopra c’è invece il suo timbro. Come è possibile che lui non l’abbia più visto quando invece dalla ricette risulta gli ha fatto delle prescrizioni successive? E anche se il timbro è il suo, la sigla risulta deciamente diversa. Qualcosa non torna.

Di nuovo l’Azienda chiede spiegazioni al pediatra, il quale a quel punto invia una lettera in cui ammette chea visitare il bambino successivamente non era stato lui ma suo fratello. Anche lui medico, ma non pediatra (e sconosciuto all’Azienda), che lo sostituiva occasionalmente nelle visite. L’Ausl a quel punto apre un procedimento disciplinare nei suoi confronti, con la sospenzione per tre mesi dallo stipendio (al riguardo ci sono una serie di ricorsi sono ancora in corso).

Non solo, ma fa partire anche una segnalazione in Procura, con il risultato che il magistrato apre un fascicolo per una serie di reati che vanno dal falso materiale alla truffa. La prossima udienza è stata fissata al 18 febbraio, quando verranno sentiti i genitori del piccolo straniero, anche se il processo è a un passo dalla prescrizione. L’Azienda si è costituita parte civile con l’avvocato Vincenzo Paci.

 

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